gamibu

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martedì 12 luglio 2011

appena sotto la cenere..

..brucia un fuoco che non so spegnere.
mi sento al limite, ogni fibra del mio corpo vuole correre via, vuole scappare, liberare energia compressa troppo a lungo. sono stanca, stufa stufissima. voglia di essere altrove, lontanissima, voglia di poter dire che tengo tra le mani la mia vita. e so che è così, ma gli occhi non riescono a guardare le mani. è come se avessi corpo e cervello scollegati, gli impulsi neurotrasmettitori non precepiscono la sensazione delle mani piene, nè l'ordine agli occhi di guardarle, quelle mani e vedere che la mia vita è lì.
e allora mi sento sopraffatta, devo fermarmi, respirare per bene, costringermi a reagire, a non farmi incastrare, di nuovo, nuovamente negli schemi mille volte provati, mille volte conosciuti,  nel malessere di fondo che mi mi assale, e sale alla gola, e mi fa mancare il respiro e mi fa venire voglia dell'ennesima sigaretta.
devo respirare, ritrovare il senso, scartare e tagliare fette di ansia che non hanno ragione d'essere. sbucciarmi come una cipolla, spogliarmi di una pelle che non è mia, di dolori che non sono miei, impazienze insensate.
faccio quello che voglio, lo so, e mi piace. ma affrontarlo concretamente, litigare con la memoria distratta, costringere la mente a reimparare altre forme di immagini che non passino solo dagli occhi è maledettamente difficile. e allora a volte mi sento così, schiacciata dal peso del dover fare, dimenticando la gioia del poter fare.
e poi i dolori altrui continuano a ferirmi. il senso di responsabilità e impotenza mi annienta.. egoisticamente vorrei stesse bene per non dovermi occupare di lei. per potermi occupare di me.
cerco una via d'uscita, scrivo, razionalizzo, ma il magma dentro me continua a ribollire senza tregua.

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