gamibu

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martedì 8 gennaio 2013

amici

non ridevo così tanto da settimane. ieri sera intorno un tavolo a parlare nell'inglese maccheronico di noi italiani, stressando accenti e pronunce solo nostre, mi sono sentita bene. davvero bene.

però che differenza dalle feste natalizie a casa. anche quelle con gli amici. è vero che io stavo male. ma forse la distanza forse la stanchezza, non c'era questo bel feeling che ho ritrovato qui.

poi stamattina ho sentito un'amica lontana ed ero contenta di sentirla.. però la telefonata mi ha lasciato l'amaro in bocca. perchè avevo la sensazione che nessuna delle due fosse in vena di condividere, perchè ha detto una cosa spiacevole e non lo so. voglio pensare che è stato solo un momento no. perchè io a questa persona tengo. tanto.
ma in questo momento della mia vita, sento forte il legame con gli amici incontrati qui, quelle persone con cui condivido questa vita strampalata.

sono felice, felice che siano tornati. felice di condividere il mio tempo con loro..che ne sarà di noi, dopo, chi lo sa.. ho la forte sensazione che, nonostante tutto l'affetto che provo ora per loro, non saranno parte delle mai vita dopo qui, mentre gli amici lasciati a casa..loro ci saranno sempre..
non so, li sento, li vivo, come una storia d'amore durante le vacanze. intensa, eccitante, fuori dall'ordinario..ma breve. che poi io sia stata tre anni con un ragazzo conosciuto al mare, questa è un'altra storia..credo..

lunedì 7 gennaio 2013

pensieri random

rileggendo i miei post mi sono accorta di aver sostenuto una lunga battaglia per non schierarmi in una lotta sotterranea tra due persone. e mi sono resa conto che senza pensarci troppo mi sono schierata.
così, solo una costatazione. non sono più arrabbiata con chi sentivo mi ha portata a schierarmi.

pensando al futuro mi sono resa conto che tra pochi mesi avrò finito ciò che riempie le mie giornate. e questo pensiero mi ha un po' annichilita. mi sono sorpresa di non avere nessuna idea di cosa fare dopo e di più. nemmeno la voglia di pensarci o pormi il problema.
rimando, inerte a tempi migliori.

vivendo questi giorni di passaggio ho capito che non sono pronta a riprendere i ritmi normali, se quaggiù esiste una qualche forma di normalità. mi sento ancora in vacanza. ho perso il conto dei giorni e delle settimane e mi sembra assurdo ricominciare il solito ritmo.

ieri sera ero in un locale che mi ha fatto sentire a casa e mi ha dato una speranza per questo paese. ma era solo un locale, solo buona musica e ragazzi normali che ballavano e bevevano.

mi sento come la mia tesi: pezzi di cut&paste senza legami tra loro, una lunga serie di pagine di cui non ricordo molto se non al sensazione che manchino di linearità, un percorso che si perde in mille bivi senza una meta. ecco come sono io e com'è la mia tesi. ho iniziato a scrivere senza sapere la fine, quindi senza essere forse in grado di mettere una parola fine; senza un filo logico rintracciabile. ma forse è solo una sensazione dovuta al work in progress. o forse alla soggettività. magari è necessario qualcuno di esterno che la rilegga-mi rilegga- per trovarvi un senso. eppure in fondo mi sembra una truffa, una semplice interpretazione per giustificare tanto uso di pagine e di vita.

giovedì 3 gennaio 2013

in mezzo

niente bilanci per me. non amo i bilanci.gli anni passano ma non è certo un numero nuovo a cambiarmi o a rendermi migliore.

il periodo di feste è passato. come sempre non ho avuto abbastanza tempo per chi volevo, ho corso, mi sono stressata, ho sofferto di una contrattura dolorosissima che ancora lascia strascichi, ho studiato pochissimo e ho mangiato troppo.

sono rientrata e ho fatto la turista con chi amo.
il capodanno è passato con una festa posticcia lontana dalle persone con cui avrei voluto festeggiare.
sto ancora facendo la turista che per una settimana ancora ho ospiti vari e non posso ricominciare i miei ritmi normali.
mi mancano le piccole cose. il mio bagno, prestato agli ospiti, il controllo della tv, curarmi di me, l'estetista, la possibilità di fare ciò che voglio quando voglio.
cose banali ma importanti.

ho voglia della mia vita, eppure so quanto sarà difficile riprendere il ritmo.
eppure sentirmi così, a metà di qualcosa, a metà tra due mondi sta diventando troppo pesante.
vacanze troppo lunghe quest'anno.

l'unica cosa che posso dire è che ho totale incertezza per il futuro e completo oblio del passato.
oggi mi sento così, in una terra di mezzo senza riti conosciuti o linguaggi comprensibili.
ho solo bisogno di tornare a me stessa.



giovedì 20 dicembre 2012

interruttori

sveglia col mal di testa.freddo, ancora freddo. senso di oppressione, sogni che si rincorrono, bisogno di sole, di caldo. di casa? ho già dimenticato una voce. è bastata una settimana, e leggendo le chat non riesco più a ricostruire una voce.
troppe cose da fare, troppo poco tempo per condividere.frammenti di vite che mi scivolano accanto. volti che rivedrò tra mesi. mesi?

no, a me il natale non mi mette di buon umore. mi lascia solo un vago senso di ansia da to do incompleta.e un senso di mancanza. perchè mi manca sempre chi non c'è e non godo mai di chi c'è?

eppure non sto male. solo ho bisogno di stabilità, tranquillità.
non ho voglia di saluti, auguri, buoni sentimenti.
ho voglia di una vita vera, finalmente in cui io mi senta al posto giusto.
sono sempre un po' fuori luogo.

mi chiedono la prossima meta e mi fanno sognare. eppure so che-qualunque sia, anche quella che spero- piangerò.

non ho mai i tempo di chiamare davvero un luogo casa. ho sempre troppo tempo per non chiamarlo.
così poco da non imparare tutti gli interruttori dell'appartamento, abbastanza per sapermi muovere al buio.

forse è una metafora di come sono. conosco meglio il buio della luce. o forse semplicemente, gli interruttori sono sempre contro-intuitivi.

mercoledì 12 dicembre 2012

partire

pochi giorni fa un'amica mi spiegava che ogni volta che parte da qui è un po' come se partisse definitivamente. quando torna, infatti, cambia tutto..abitudini, persone con cui esce, cose che fa.
non sa spiegare se è la città che è in eterno movimento o è lei a essere irrequieta.

questo pensiero, questa visione, mi ha destabilizzato. condividiamo tutto il nostro tempo qui. siamo 3. vite diverse, esigenze diverse, ma non passa giorno senza una chiacchiera, un caffè, un giro.

io sono la prima a partire, domattina molto presto. poi parte un'altra che però non tornerà per 2 mesi; per ultima lei.

ecco, magari è sciocco, ma se lei non avesse parlato avrei avuto meno questa sensazione che oggi sia una fine.
invece, con lei che ci ha messo il carico, mi sento davvero come se dicessi addio.
e mi sono persa per strada la voglia di tornare.
sento tutto, non so, così definitivo.
ma tra due settimane io sarò di nuovo qui. e se lei nel frattempo non avrà cambiato idea, beh io la aspetterò al solito corso in palestra.

però questo senso di precarietà, questo sradicamento..beh fa male..
si, oggi non è un buon giorno per partire.



domenica 9 dicembre 2012

families and friends

quand'ero liceale adoravo il telefilm friends. soprattutto adoravo il fatto che esistesse un gruppo ristretto di amici che era una sorta di famiglia. famiglia scelta, selezionata, basata su legami non di sangue ma di affinità. ne sentivo la mancanza.

ho dovuto attendere molti anni, cambiare svariati paesi, finire in questo posto assurdo per sentirmi davvero, finalemnte, una protagonista di friends.
il che non toglie nulla agli amici, quelli veri, che sono distanti e che mi mancano ogni giorno; ne alla mia famiglia, che le radici sono importanti e se le tagli perdi un po' di te, perciò le mie sono solo tese sopra il mare, ma casa è sempre casa, mamma è mamma e tornare è sempre bitter-sweet.

ma ieri, con la musica di natale, un grande albero da addobbare, la prima decorazione di una non-nipotina da fotografare, una tavola imbandita, che ognuno porta qualcosa, e 7 persone 1/2 intorno ad un tavolo quadrato, qualcuno ha affermato "questa è la famiglia".

e io ho sentito che era vero. in quel momento, in quel contesto. in questo mondo, fuori dal mondo, queste persone sono la mia famiglia.

e finalmente so anch'io cosa vuol dire vivere dentro friends.
sentire quel calore che solo le alchimie di un paese lontano dalla realtà, eppure così reale possono creare. quel bisogno di legami, quel piacere dei legami, quegli incastri così precisi, che sembrano impossibili. forse succede solo nella distanza. forse solo qui.
non importa, ora, adesso, intorno a questo parco, nelle case a turno, nella palestra e sul campo da tennis, nelle fughe dagli impegni ufficiali..noi siamo.


domenica 2 dicembre 2012

day after-day off

ieri sera la mia prima festa di natale..nel senso che per la prima volta l'ho organizzata io a casa mia.. in ambiente diplomatico si chiama "apertura", la prima festa pseudoufficiale in cui si inaugura una casa una volta giunti in un nuovo paese..
mi affascina questo mondo che sto scoprendo..anche se vedo un sacco di contro. li vedo nell'ignorarsi di due persone che mi piacciono , nei loro mariti che si girano alla larga, nella tensione alla base del collo e nei sorrisi superficiali.

e questo ieri sera mi ha un po' rovinato l'atmosfera, mi sento un po' incastrata in una situazione che non mi riguarda. e se dovessi scegliere lo farei,a malincuore ma lo farei. e spero che non me lo chiedano mai. e però alla fin fine forse sarebbe più facile..

e poi oggi mi sono data un day off. dalla tesi, dallo studio e dallo stress. avrei solo voluto che il mio amore potesse prenderselo con me. ma anche così cerco di godermelo il più possibile come se fossi a casa, e fosse inverno e fosse freddo.. come se fosse, ma non è. perchè una festa di natale col condizionatore acceso ti fa capire che c'è qualcosa di strano nell'aria..